Castrum Casini

Ridente paesino  in provincia di Crotone, oggi, Castelsilano ospita una popolazione di circa 1000 abitanti distribuita su un territorio di 40 kmq. Dal punto di vista economico è un paese che vive di un’economia  a carattere prevalentemente agro-silvo-pastorale, anche se non è da trascurare la considerevole ripresa  che investe il settore turistico con l’arrivo della stagione estiva, da ricollegare principalmente a quella che è una manifestazione storica per il paese, ‘’la gara degli asini’’, che generalmente si svolge il 13 agosto . Sebbene piccola e scarsamente popolata, Castelsilano, che in origine ebbe per nome ‘’Casino’’, è molto legata al folklore ed alle antiche tradizioni, ed è ricordata come il paese che ha dato i natali ad illustri personaggi, i quali, a costo anche di inauditi sacrifici e pagando col prezzo della vita, hanno fortemente contribuito per la storia del paese, tanto da lasciare segni indelebili: oltre ai dottori Alfonso Ferrari e Vincenzo Paletta che hanno lavorato con costanza e serietà  fino ad ottenere la modifica del nome da Casino a Castelsilano. Vanno sicuramente ricordate le figure di coloro che nel 1923 costruirono sul fiume Lese una centrale elettrica che forniva luce a Castelsilano (ancora Casino)  ed ai paesi limitrofi; così come vanno ricordati i castelsilanesi che hanno perso la vita per la Patria durante i Conflitti Mondiali, tra cui il Tenente Filippo Pugliano, vittima di una tragico incidente sulla strada del ritorno dall’Africa.  Per quanto riguarda poi la vita religiosa, Castelsilano ricorda con piacere e riconoscenza la figura di Madre Maria Fabiano, fondatrice del primo convento con sede nel castello e zia di Madre Eufrasia Iaconis.

Dal punto di vista artistico, ospita un numero cospicuo di monumenti, ciascuno dei quali rappresenta qualcosa di fortemente significativo: oltre all’imponente fontana del missile Apollo 11, degno di menzione  è il monumento ai Caduti in Guerra che sorge in Piazza Giuseppe Rotondo, e quello eretto in memoria dei Fratelli Bandiera  che raffigura una colonna spezzata e sorge a circa 5 chilometri da Castelsilano.

L’origine di questo paesino è da ricollegare all’iniziativa del principe Scipione Rota, nobile di Acheronthia, la vecchia Cerenzia, i cui ruderi sorgono a circa 7 chilometri di distanza da Castelsilano:  del vasto territorio di Acheronthia, faceva parte il fondo “ Calamodeo” (o Calamindea), dal greco “ Kalaminthéas” che significa “luogo di buona menta”, territorio che i Rota adibivano al pascolo per i loro capi di bestiame. Fu proprio nella parte alta di Calamodeo che il barone Scipione Rota decise di costruire un casino di caccia da cui ebbe origine il nome del borgo “ Castrum Casini” o semplicemente “Casino”. Non conosciamo la data esatta della costruzione di suddetto casino, ma non è errato supporre che sia avvenuta intorno alla fine del 1600 alla “Ruga Suprana”; allo stesso casino, ben presto, cominciarono ad aggregarsi le abitazione della servitù e di altre persone provenienti da altre zone, ma in quantità più massiccia da Acheronthia. Pare ci siano due Relazioni ad Limina  che testimoniano esodi avvenuti il periodi differenti da Acheronthia verso Calamodeo. Nel 1735 Castrum Casini venne elevato alla dignità di Casale facente però unico corpo con Acheronthia. Durante il decennio Napoleonico  erano però sorte delle controversie tra Acheronthia ed il suo Casale , il quale, contando in quel periodo più di 1000 abitanti, (contro i 400 di Acheronthia) , reclamava la propria autonomia  che fu raggiunta con la Legge di Gioacchino Murat nel 1811,  in base alla quale Casale Casino  fu dichiarato Comune autonomo. Gli abitanti del borgo, senza consultare nessun accademico  avevano da soli dato il nome di Casino facendolo derivare dal Castello principesco che per loro costituiva un casino di campagna; finì però con l’essere inteso in senso negativo, così in seguito alla delibera del Consiglio Comunale del 24 settembre 1949, per volere dei dottori Ferrari e Paletta e di un’intera popolazione fu approvata la proposta del cambio del nome: il 20marzo 1950 con decreto del Presidente della Repubblica, Einaudi, il paese cambiò ufficialmente il nome da Casino a Castelsilano.

Quasi simultanea alla nascita del paese, la costruzione di quella che è oggi la Chiesa Madre Maria Santissima Immacolata, che originariamente ricevette l’apporto di numerosi oggetti di arte sacra appartenuti alla terra madre Cerenzia Vecchia: importantissimo e bellissimo è lo Stemma Papale  posizionato ancora oggi sul portone d’ingresso  scolpito su pietra nera  presenta la Tiara con due chiavi papali concesso e scolpito col permesso di papa Innocenzo  alla Cattedrale di  Acheronthia. La chiesa diventa parrocchia nel 1736.  La storia di Castelsilano è ricollegabile alla venuta di Scipione Rota, la cui famiglia lasciò poi il posto ai Giannuzzi Savelli, coi quali si erano imparentati a causa di legami matrimoniali e che regnarono a Casino fino all’inizio del XIX secolo fino a quando il castello fu acquistato dal Signor Giuseppe Luigi Fabiano.

Dal 1736 ad oggi Castelsilano  conta 22 parroci, di cui alcuni col ruolo di Parroco/Economo, altri con quello di Vicario.

Dal 1811 ad oggi Castelsilano ha visto succedersi 60 sindaci: alcuni di loro non furono veri e propri sindaci ma operarono in qualità di Commissari Prefettizi e Podestà; il primo sindaco di Castelsilano (ancora Casino) fu Francesco Benincasa, mentre quello attualmente in carica per il suo secondo mandato è il Geomentra Francesco Durante.

Curiosità

Oltre all’ormai conosciutissimo Palio degli Asini a Castelsilano è possibile ammirare i Murales del maestro Francesco Candido ; L’Arca del Maestro Giovanni Girimonte.

A cura della Dott.ssa Caterina Marano

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